Quando dico : ” fare meditazione “

Quando dico : ” fare meditazione “

Per fortuna non devo trovare un fidanzato. Altrimenti già immagino gli imbarazzi: “parlami di te” “ Faccio meditazione ” “Non sarai mica una fanatica? OMMMMM, (risate) no, non mi sembri il tipo, dai davvero, non scherzare, parlami di te.”

Fare meditazione. Per la cultura occidentale media, gli autorizzati a meditare sono solo i buddisti vestiti di arancione e con la testa rapata o gli hippie con i capelli al vento che meditano stagliati contro l’orizzonte a gambe incrociate e mani giunte sulla testa (ma quanto si può resistere in quella posizione?? un minuto? Otto?) e nessun altro.

Invece io medito. Senza incrociare le gambe (i miei tendini occidentali, fegatosi e legati, non me lo permettono), senza mani giunte sulla testa (una follia dei fotografi di new age) e senza orizzonti infiniti e solitari. (vedi “Posturando”)

Per spiegare agli estranei cosa faccio, racconto che la meditazione è una pratica di attenzione che funziona per sottrazione.

Lo scopo, spiego, è praticare l’arte dell’estrema attenzione.

Siccome non puoi porre estrema attenzione a tutto il mondo contemporaneamente, per meditare lo sottrai e ti ritiri in un luogo riparato, diciamo una stanza.

Poi, per focalizzare meglio la tua attenzione e non farti distrarre dai movimenti che fai, sottrai anche questi e ti siedi. Immobile.

Infine per escludere dalla tua osservazione ciò entra nel campo visivo, chiudi gli occhi.

Ora puoi osservare al microscopio il tuo respiro. E’ straordinario quanto si possa osservare : all’inizio si resta sorpresi di non aver mai considerato che si respira da una narice alla volta. Sconvolgente. E poi, dove va l’aria? e in quanto tempo arriva giù? E dov’è questo “giù”? e si ferma prima di risalire? E quanto si ferma? e dove? e….?

L’osservazione è un viaggio meraviglioso che inizia con il respiro.(vedi l’articolo su respiro e consapevolezza)

Osservi il respiro, poi, all’improvviso, compare un pensiero. Uno qualunque. “mi fanno male le ginocchia” oppure “devo ricordarmi di portare fuori la spazzatura”.

L’arte dell’estrema osservazione dice: osserva i tuoi pensieri. Come osserveresti le nuvole comparire nel cielo terso. Osservali entrare nel tuo campo di consapevolezza e osservali uscirne. Piano piano ci saranno sempre meno nuvole. Stai sottraendo anche quelle.

E infine osserverai il silenzio. Al tuo microscopio osserverai lo spazio profondo di silenzio che hai nella tua essenza che è la tua essenza. Ecco, questa è meditazione.

Grazia Sferrazza

Pubblicitaria di lungo corso e studiosa appassionata di medicine manuali come La Craniosacral Terapy e la Medicina Cinese, pratica meditazione da una quindicina di anni con uno spirito esplorativo che l'ha portata dalla Vipassana orientale alle tecniche importate da Osho, fino alle tradizioni sciamaniche.

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