Motivazione e Meditazione

 

Perché medito?

Questa è una domanda fondamentale. Le domande che ci spingono a comprendere perché facciamo qualcosa sono fondamentali e se risposte con autenticità ci consentono di conoscere la nostra personalità e condizionamento culturale con margini di errore piuttosto bassi.

Non solo rivelano infatti la motivazione che sta dietro alle nostre azioni, ma ancor di più rivelano le meccaniche della vita, dell’essere una forma di vita, dell’essere umani.

La risposta a questa domanda pretende consapevolezza, spesso un’abbondante schiettezza e consapevolezza, perché siamo noi tutti abbastanza incantati dal condizionamento culturale in atto e dalle sue meccaniche spietate che dimostrano spesso una certa capacità per la superficialità e compiacenza. Con altre parole dormiamo sonni profondi dai quali però desideriamo svegliarci.

Quindi, perché meditiamo?

Perché lo fa il nostro amico? Perché stiamo male? Perché abbiamo letto sul giornale? Perché vorremmo sentire emozioni più belle? Perché “fa bene”? Perché abbiamo voglia di sesso? Perché non ci troviamo più con i vecchi amici? Perché ci piace quel sottile profumo che distingue la nostra identità nell’essere uno di quelli che dice di meditare? Perché il venerdì siamo stufi di stare a casa? Perché ci sentiamo soli? Perché le abbiamo provate tutte? Perché non lo sappiamo e non vogliamo saperlo? Perché “sai com’è”? Perché vogliamo illuminarci? Perché siamo innamorati della meditazione? Perché “è tanto che volevo meditare”?

Perché meditiamo, quindi?

Questa domanda è importante ed è importante non chiuderla, perché una domanda così, e forse qualsiasi domanda non possono essere chiuse. In un sistema dove nel presente si sintetizzano dimensioni multiple interiori ed esteriori in continua mutazione da momento a momento, come si fa a chiudere qualcosa?

Tutto ciò perché ho scoperto un piccolo segreto, che “we’ll go as far as the motivation”, qualsiasi cosa facciamo nella vita continueremo a farla fino alla soddisfazione della motivazione e non oltre (per approfondire l’argomento motivazione – A. Cohen & D. Chopra).

Quindi mediteremo, riprendendo alcune delle domande sparse di cui sopra, finché l’avremmo fatto a sufficienza come il nostro amico, finché staremo un pochino meglio, finché stufi smetteremo di fare ciò che il giornale ha scritto, finché il nostro sentire diverrà più sostenibile, finché l’avremmo fatto a sufficienza per esserci fatti un po’ di bene, finché avremmo trovato un po’ di sesso con qualche persona che anch’essa meditava, finché avremmo qualche amico nuovo, finché potremo esibire un’identità sufficientemente speziata…ecc. ecc.

Quindi provare a rispondere perché sto facendo quello che sto facendo è un po’ come leggere il giornale dei nostri possibili domani e ci può consentire d’evitare di imbarcarci in tragitti superficiali e perdite di tempo, senza nulla togliere agli stessi che nelle nostre vite giocano un ruolo molto importante.