Oggi in occidente la pratica della meditazione riguarda un 2-3% della popolazione e parte importante di questa percentuale è data da pratiche legate ad un coivolgimento religioso (buddismo, taoismo, zen, sciamanismo ecc.) di origine orientale. La meditazione è uno dei modi usati dalle religioni orientali per insegnare ad ottenere l’illuminazione. E questo spiega il profondo legame culturale tra questa tecnica e le religioni anche per chi pratica in occidente.

Oppure la meditazione è legata al mondo New age/benessere. Una parte di quel 2/3% di occidentali che metitano lo fanno perchè sanno che la pratica li può aiutare a rilassarsi, a stare meglio in umore e in salute.Ma noi pensiamo la meditazione sia uno strumento potente che può offrire molto di più al mondo occidentale di un generico “star bene”. Può offrire uno strumento di conoscenza.

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Ma come può essere che stare seduti a far nulla possa essere uno strumento di conoscenza?!? Noi abbiamo imparato che si può conoscere dai maestri, dai libri, e dalle esperienze, come si può conoscere dal non fare nulla?

La meditazione fa parte di una capacità umana universale, ed è la capacità di indagare. Intendere la pratica meditativa come un’investigazione approfondita sulle esperienze che accadono nella quiete, significa imparare da quelle esperienze, che sono le più profonde, le più segrete. E quando queste esperienze sono le nostre maestre, la conoscenza si espande e si manifesta e la persona, letteralmente cresce.

La pratica diffusa e costante di qualche minuto di meditazione, a nostro parere, potrebbe avere un impatto enorme, epocale, sia in termini individuali che sociali, perché agirebbe a monte di qualsiasi processo.Che noi cerchiamo maggior consapevolezza di noi stessi e delle nostre azioni, oppure che cerchiamo di essere più stabili emozionalmente nei rapporti personali e di lavoro, di essere più performanti nello sport, più sereni ed efficienti nel prendere decisioni anche difficili, che noi cerchiamo di creare un clima di collaborazione all’interno di un team, di sviluppare empatia, di liberarci dalle dipendenze…stiamo cercando in realtà di conoscere. Conoscere cosa ci resiste, cosa ci opprime e che ci fa ripetere serialmente i nostri modi di reagire agli avvenimenti quotidiani. La meditazione ci permette di conoscere questi limiti e di conoscere il modo per liberarci.

Si può imparare a meditare secondo questo schema di “investigazione”? Ovviamente sì. Senza ansia di performance e con un po’ di applicazione, si può imparare a frequentare la quiete, attraverso messaggi simbolici indotti (meditazioni guidate) fino ad apprendere come scoprire il silenzio e scovare le esperienze che vi nascondiamo dentro.