La posizione di meditazione: come trovare quella giusta

La posizione di meditazione: come trovare quella giusta

Come trovare la giusta posizione di meditazione

La postura è uno degli elementi fondamentali perché la meditazione abbia efficacia.

In tutti i tipi di meditazione si attribuisce molta importanza a questo aspetto.

Generalmente, si sta seduti per terra. Gli orientali ci sono abituati, si siedono ovunque senza bisogno di sedie sin da piccoli, ma noi occidentali perchè dobbiamo farlo? I nostri legamenti raramente ci concedono una posizione comoda stando seduti per terra quindi perchè soffrire?

La questione della postura presenta diversi aspetti. Il primo di questi è la stabilità. Una posizione “ben piantata per terra” senza scosse nè cedimenti è la condizione della quiete. Per questo vale la pena sperimentare qual è la posizione più stabile per noi, ovvero in quale posizione possiamo stare per circa mezz’ora senza doverci muovere, senza dover riassestare l’equilibrio.

Per alcuni è la classica posizione a gambe incrociate degli orientali, con l’ausilio di un cuscino sotto il sedere e magari un paio di cuscini più piccoli sotto le ginocchia.

Per altri la posizione ideale è la variante con le ginocchia appoggiate al pavimento e i polpacci all’indietro, aiutati da un piccolo sgabello o da un cuscino alto.

Altri ancora per questioni di età e di struttra fisica proprio non riescono a stare sul pavimento e quindi per loro c’è l’occidentalissima sedia. Ecco cosa scrive sul tema un celebre psicoterapeuta e medico naturalista, studioso e praticante di meditazione:

“Postura senza tortura”
Come trovare la giusta posizione di meditazione

“Non si può costringere le persone a meditare sedute nella posizione così detta di loto.  Questa postura, per gli occidentali, più che all’illuminazione può portare ad una distorsione. La posizione egiziana, con il busto diritto e l’osso sacro appoggiato allo schienale della sedia, così che il corpo formi un angolo retto tra l’articolazione dell’anca e quella del ginocchio, è più consona a noi occidentali, raramente abituati a sedere per terra. Le statue egizie sono spesso ritratte in questa posizione eretta ed elegante. Essa riesce, al primo colpo, su ogni tipo di sedia e non richiede alcuna contorsione. Bisogna solamente prestare attenzione a tenere il busto e la testa diritti. La cosa migliore è spingere delicatamente l’osso sacro contro lo schienale della sedia, senza appoggiarvi nessun’altra parte del corpo.”(Rudiger Dahlke)
Come trovare la giusta posizione di meditazione

Qualunque sia la posizione che si sperimenta come “stabile” occorre tener conto di alcune indicazioni:

–  la schiena è dritta e non appoggiata. Se è accasciata induce a sonnolenza, se è abbandonata induce confusione.

–  La testa è posizionata in modo tale che la punta del naso risulta in linea con l’ ombelico. Se il naso è più alto, vuol dire che i muscoli del collo sono tesi, se è più basso induce a sonnolenza.

–  Le mani sono in grembo o sulle ginocchia affichè le spalle non siano tese e le scapole scivolino liberamente nel movimento respiratorio.

–  La lingua è attaccata al palato per rallentare la salivazione.
Come trovare la giusta posizione di meditazione

Provando a sperimentare la postura ideale per noi scopriremo che nel dialogo tra corpo e mente la conversazione non è solo dalla mente al corpo (spalle, rilassatevi!) ma anche viceversa. Piano piano scopriremo che in una postura stabile, eretta e rilassata, la concentrazione è favorita, l’ansia è allontanata, la quiete è possibile. Se raggiungiamo questo stato, rendiamo possibile la visibilità del nostro mondo interiore come l’acqua di mare diventa trasparente e intellegibile in un secchiello solo se questo viene lasciato fermo fino a che la sabbia non si sedimenta sul fondo. In questo stato di ferma stabilità si instaura una sensazione di radicamento che ci fa stare “ben piantati per terra”.

Radicamento significa essere in un rapporto ben percepito con la terra e, se volete, con la realtà. Uno dei problemi fondamentali comuni alla maggioranza degli occidentali è proprio un profondo senso di sradicamento con percezione costante di instabilità fisica, psicologica ed emotiva.

Ci sentiamo come mancasse la possibilità di affondare le nostre radici nella terra e fossimo costretti a vagare. Abbiamo vertigini, capogiri, facciamo ballare una gamba, ci sentiamo preda delle emozioni e del loro continuo variare, i posti nuovi ci impauriscono e ci spingono al continuo movimento per lasciarli in cerca di altri.

Fare “un lavoro di radicamento” significa favorire il riequilibrio delle funzioni psico-fisiche e la postura è il primo passo in questa direzione.

La Postura è dunque un RIFLESSO nella nostra mente. Ma ha un valore ATTIVO sui nostri pensieri perché INVIA MESSAGGI nuovi al nostro sistema.

Esistono varie meditazioni guidate che possono aiutare il radicamento e che sono uno strumento molto efficace per un riequibrio duraturo. Seguendo il link potrete scaricare gratuitamente una sessione di meditazione sul Radicamento completa di brevi istruzioni.

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MLO

Laboratorio per conoscere e sperimentare nuovi approcci alla meditazione per menti occidentali.

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