Cos’è l’evoluzione della consapevolezza? 3/4

Cos’è l’evoluzione della consapevolezza? 3/4

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Rispondere alla domanda cos’è la consapevolezza è un obiettivo che ci può impegnare per tutta la vita e forse più. Non voglio quindi spargere fumo in quest’articolo pretendendo o aspettandomi di esaudire un argomento così vasto e ad oggi solo parzialmente conosciuto e conoscibile a tutti noi.

Ma con lo spazio e le parole a disposizione provo ad incidere un’altra versione con l’obiettivo che il lettore acquisisca un nuovo modo per immaginare il significato di questa parola.

Come prima cosa dico che la parola consapevolezza si riferisce ad una frequenza o dimensione reale! Consapevolezza non è un’astrazione o un’idea.

Molti maestri dicono che la consapevolezza non è un oggetto. Non cerchiamola quindi nel mondo esteriore, dove ogni cosa è un oggetto ed è misurabile.

Proseguiamo questa investigazione applicando l’assioma la consapevolezza non è un oggetto anche al mondo interiore. Nella sfera interiore della realtà gli oggetti sono tutto ciò che appare come qualcosa. Le emozioni sono quindi oggetti, come lo sono i pensieri, lo sono le intuizioni, lo sono i condizionamenti culturali, lo sono le idee e lo sono i movimenti elettrici primali della mente giusto per citarne alcuni. La consapevolezza quindi è tutto ciò che rimane, che non è qualcosa.

Ma anche se noi mettiamo a fuoco la mente e la stessa è in totale silenzio non abbiamo trovato o conosciuto direttamente cos’è la consapevolezza. Immaginiamo d’essere un occhio, o qualcosa con capacità vedente. Tale occhio vede una determinata frequenza, per esempio la frequenza dei pensieri e degli oggetti interiori in generale. Attenzione che questo passaggio è importante, quest’occhio mentre osserva, anche se la mente non produce oggetti in quel determinato momento è comunque sintonizzato sulla frequenza degli stessi. Questo occhio, quindi, non sta vedendo la consapevolezza, ma la frequenza degli oggetti, mentre d’oggetti non ce ne sono.

Cos’è e dov’è quindi la consapevolezza? E’ una dimensione interiore della realtà, con una frequenza particolare (immaginiamo la metafora delle bande radio AM, FM ecc.), che per esser vista e direttamente messa a fuoco, soprattutto dalle persone, che come noi, nascono e crescono in una cultura materialista, richiede allenamento. Nel sviluppare l’ampiezza della capacità di prestare attenzione, noi accresceremo la capacità di vedere direttamente uno spettro più ampio, che può direttamente vedere la consapevolezza.

La meditazione è l’allenamento più importante, profondo e duraturo per aumentare l’ampiezza della messa a fuoco e consentirci di fare esperienza diretta della consapevolezza. Una delle istruzioni fondamentali della meditazione è proprio prestare attenzione! Nella pratica del prestare attenzione a ciò che non è un oggetto la capacità necessaria per vedere direttamente la consapevolezza aumenterà.

E cosa succede a questo punto, com’è prestare attenzione a questa frequenza o dimensione che chiamiamo consapevolezza, nella quale non ci sono (e non ci possono essere oggetti)? L’esperienza è di puro essere, senza movimento del tempo. E’ un’esperienza diretta, pura, senza storia, senza possibilità di movimento. L’esperienza interiore a questo punto assume le qualità primali, di pienezza senza alcun oggetto, storia o situazione. Questa frequenza ha una sottilissima vibrazione, emana la sensazione d’essere accesi, è lo stato primale della vita.

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